{"id":1316,"date":"2022-08-28T16:59:10","date_gmt":"2022-08-28T16:59:10","guid":{"rendered":"https:\/\/nalonandpartners.com\/ecco-perche-le-sanzioni-alla-russia-funzionano\/"},"modified":"2022-08-28T17:00:37","modified_gmt":"2022-08-28T17:00:37","slug":"ecco-perche-le-sanzioni-alla-russia-funzionano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nalonandpartners.com\/ru\/ecco-perche-le-sanzioni-alla-russia-funzionano\/","title":{"rendered":"Ecco perch\u00e9 le sanzioni alla Russia funzionano."},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"1316\" class=\"elementor elementor-1316\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-section-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-8800a35 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default tf-sticky-section tf-sticky-no\" data-id=\"8800a35\" data-element_type=\"section\" data-settings=\"{&quot;tf_sticky&quot;:&quot;no&quot;}\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-row\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-8599de3\" data-id=\"8599de3\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-column-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3a8eced4 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"3a8eced4\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\">\n\t\t\t\t<h3 align=\"left\">Secondo Nalon &amp; Partners, si stima in 360 miliardi di dollari gli investimenti della spesa pubblica russa dall&#8217;inizio della guerra ma il 75% dei settori industriali \u00e8 in contrazione o in crollo verticale, grazie alle sanzioni occidentali.<\/h3><p align=\"left\">Le sanzioni imposte alla Russia dai paesi occidentali sono senza precedenti e superano di gran lunga qualsiasi altra sanzione mai imposta nella storia. Per citarne sole alcune: met\u00e0 delle riserve bancarie russe in valuta estera, pari a 580 miliardi di dollari, sono stati sequestrati, quasi tutte le banche russe sono state tagliate fuori dai sistemi di bonifici internazionali, che significa impossibilit\u00e0 per le aziende russe di pagare ed incassare dai fornitori esteri, quasi duemila persone e societ\u00e0 sanzionate, blocco navale e aereo, divieto di import ed export di molti prodotti manifatturieri e tecnologici.<\/p><p align=\"left\"><strong>Dopo sei mesi dall\u2019entrata in vigore, per diversi osservatori occidentali, le sanzioni contro la Russia non stanno funzionando<\/strong>. Anche in Italia, diversi politici, sostengono che le sanzioni facciano pi\u00f9 danno all\u2019economia nazionale che alla Russia. D\u2019altronde, secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale, il PIL della Russia \u00e8 calato di solo 6% in luogo del 15% previsto dagli economisti: meno della met\u00e0. Inoltre, i prezzi record delle materie prime contribuiscono al saldo record della bilancia commerciale russa: grazie agli aumenti stratosferici dei prezzi dei carburanti, <strong>la Russia ha raddoppiato gli incassi in valuta rispetto ad un anno fa.<\/strong><\/p><p align=\"left\">In realt\u00e0, secondo Nalon &amp; Partners, una societ\u00e0 di consulenza con sede a Bologna,<strong> le sanzioni alla Russia funzionano e funzionano bene<\/strong>. \u201cGli indicatori economici &#8211; spiegano alla <strong>Nalon &amp; Partners<\/strong> &#8211; non possono essere letti da soli ma devono essere contestualizzati con gli altri indicatori. Solo cos\u00ec \u00e8 possibile avere un quadro dello stato di salute di un&#8217;economia. E\u2019 quella russa \u00e8 grave\u201d. \u201cPer iniziare, basti dire che il calo del pil del 6% \u00e8 un segnale grave. <strong>Perch\u00e9, in realt\u00e0, il pil russo deve crescere.<\/strong>\u201d<\/p><p align=\"left\">In guerra, infatti &#8211; spiegano alla <strong>Nalon &amp; Partners<\/strong> &#8211; il pil di un paese, che non la conduce sul proprio suolo, deve esplodere. Perch\u00e9, oltre la morte e la distruzione che porta,<strong> la guerra \u00e8 la pi\u00f9 grande spesa pubblica che uno Stato possa fare<\/strong>. Dal momento che le fabbriche russe e le citt\u00e0 russe non sono interessati dalla distruzione degli impianti produttivi, come avviene in Ucraina, la situazione russa \u00e8 simile a quella degli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale. Il paese \u00e8 in guerra ma su territorio altrui e si distruggono gli impianti produttivi degli altri. Gli Stati Uniti, per fare un paragone, avevano un pil in crescita tra il 20% e il 30% annuo, durante la seconda guerra mondiale, grazie alla spesa pubblica per la guerra. Altro che 6% di contrazione.<\/p><p align=\"left\">E il modello keynesiano ha dimostrato che se investo miliardi di spesa pubblica in stipendi dei militari ed ordini all\u2019industria bellica, la curva della domanda aggregata aumenta e il pil &#8211; di cui la spesa pubblica \u00e8 parte &#8211; deve, necessariamente, crescere.<\/p><p align=\"left\">Anche se i dati sono secretati, le stime americane ci indicano che la Russia <strong>spende tra i 500 e i 700 milioni di dollari al giorno per la propria guerra<\/strong>, tra pagare l\u2019esercito e ordinare nuove armi all\u2019industria. Questa \u00e8 una spesa pubblica. Se prendiamo come riferimento la stima pi\u00f9 bassa, ad oggi, la Russia ha gi\u00e0 effettuato una spesa pubblica per circa 90 miliardi di dollari, soldi iniettati nella propria economia sotto forma di ordini e stipendi e finanziati, in maggior parte, dal saldo positivo della bilancia commerciale (il famoso gas). Ma bisogna considerare anche gli effetti indiretti della spesa pubblica ovvero l\u2019indotto che i 90 miliardi di dollari portano in una economia.<\/p><p align=\"left\">Se consideriamo, come media, la propensione marginale al consumo pari a \u00be (ovvero di ogni dollaro in pi\u00f9 arrivato all\u2019economia russa dalla spesa pubblica dovuta alla guerra, 75 centesimi vengono spesi in consumi dai lavoratori e proprietari delle imprese e il restante risparmiato), significa che l\u2019effetto moltiplicatore sul pil<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\">1<\/a><\/sup> <strong>sarebbe pari a 360 miliardi di dollari<\/strong> fino ad oggi. Una vera e propria iniezione di denaro che dovrebbe farci assistere alla pi\u00f9 grande crescita del pil del paese, come negli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale, concludono alla<strong> Nalon &amp; Partners<\/strong>.<\/p><p align=\"left\">Inoltre, il pil russo deve crescere, non solo per l&#8217;iniezione di denaro pi\u00f9 grande della sua storia, ma anche per il saldo record delle sue esportazioni nette. Grazie all\u2019aumento dei prezzi dei carburanti, il saldo netto della bilancia commerciale russa \u00e8 raddoppiato. Se prendiamo il mese di aprile 2022, le esportazioni russe erano pari a 63 miliardi di dollari, l\u2019anno prima erano di soli 36 miliardi (dati World Bank).<\/p><p align=\"left\">L\u2019economia russa dovrebbe, sulla carta, essere in splendida forma, e lo sarebbe, se non fosse per le sanzioni occidentali, quelli che si assumono come inefficaci. Il pil di un paese \u00e8 composto dai consumi + investimenti + spesa pubblica + esportazioni nette. Come spesa pubblica ed esportazioni nette, la Russia va alla grande. Perch\u00e9 il PIL cala?<\/p><p align=\"left\">Per due motivi, spiegano alla <strong>Nalon &amp; Partners<\/strong>.<\/p><p align=\"left\">Il primo \u00e8 il tasso di interesse imposto dalla Banca Centrale Russa per cercare di fermare il crollo del rublo, scopo esclusivamente politico e di immagine in quanto tra il valore della moneta e la crescita reale dell\u2019economia, si sceglie la crescita reale dell\u2019economia. L\u2019alto tasso di interesse ha controbilanciato il mega investimento in spesa pubblica dovuto alla guerra (effetto noto come \u201clo spiazzamento\u201d ovvero la contrazione della domanda aggregata indotta da un aumento del tasso di interesse e la conseguente diminuzione degli investimenti) riducendo gli effetti benefici per l\u2019economia. Ci\u00f2 dimostra &#8211; a differenza di chi sostiene che la Banca Centrale Russa sia riuscita bene a gestire la crisi &#8211; che la Banca Centrale ha danneggiato ulteriormente la crescita del paese con una politica monetaria piegata alla politica.<\/p><p align=\"left\">Il secondo motivo del calo del pil \u00e8 <strong>il crollo dei consumi e degli investimenti<\/strong>. Se infatti due voci, su quattro che compongono il pil, crescono a dismisura (spesa pubblica ed esportazioni nette), le altre due (consumi ed investimenti) devono, necessariamente, aver subito un crollo mostruoso per, non solo, azzerare la crescita del pil ma anche averlo portato in territorio negativo.<\/p><p align=\"left\">Lo confermano i dati di Rosstat, l\u2019Istat russa. Sono i dati ufficiali del Cremlino.<\/p><p align=\"left\">I dati per la produzione industriale per luglio 2022<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\">2<\/a><\/sup> mostrano un crollo, in alcuni settori verticali.<strong> Su 24 settori industriali, 18 industrie hanno subito una contrazione che va da meno 2% del settore bevande al 60%<\/strong> del settore automobilistico. Meno 60%, ripetiamo, secondo i dati russi (90% secondo i dati americani). <strong>Contrazione che non dovrebbe esserci in un\u2019economia con 360 miliardi di dollari di spesa pubblica appena iniettati.<\/strong> Contrazione che deriva, invece, da un lato dalla fuga delle imprese occidentali e dalla chiusura delle fabbriche. Da MacDonald a Ikea, da Siemens a Shell &#8211; sono centinaia le societ\u00e0 occidentali che hanno lasciato la Russia-; dall\u2019altro lato, dagli embarghi sulla tecnologia che impediscono alle fabbriche russe di riprendere la produzione in proprio e ci\u00f2 \u00e8 particolarmente visibile nei settori ad alta tecnologia come quella automobilistica.<\/p><p align=\"left\">A chi dice che le sanzioni non funzionano, basti rispondere: <strong>\u201cimmaginate cosa succede in Italia se il 75% delle industrie calano la produzione tutte assieme. E alcune del 60% in un colpo solo\u201d<\/strong>.<\/p><p align=\"left\">Per le sei industrie che hanno tenuto, vediamo gli effetti degli investimenti per la guerra (i famosi 90 miliardi di spesa pubblica diretta sotto forma di ordini all\u2019industria). L\u2019industria del metallo \u00e8 cresciuta del 30% (carri armati), l\u2019industria farmaceutica del 17% (feriti), del 3% l\u2019abbigliamento (divise).<\/p><p align=\"left\">Il <strong>crollo della produzione industriale in circa 75% dei comparti industriali<\/strong> di un paese porta con s\u00e9, inevitabilmente, il crollo dei consumi. Le aziende producono di meno, i consumatori comprano di meno. Tale crollo \u00e8 documentato in maniera indiretta dalla <strong>deflazione<\/strong> che ha colpito la Russia.<\/p><p align=\"left\">Dall\u2019inizio dell\u2019agosto, l\u2019indice dei prezzi al consumo \u00e8 <strong>calato dello 0,40% circa e l\u2019inflazione \u00e8 scesa di 0,80%.<\/strong> Cio\u00e8 i prezzi scendono. Non sono buone notizie, come potrebbero sembrare. Vuole dire che i consumi calano, spesso non per volont\u00e0 dei consumatori ma per una minore offerta di merci e servizi. E un calo dei consumi unito ad un calo della produzione industriale, significa una spirale deflazionistica e recessiva ove le industrie investono sempre meno e producono sempre meno e i consumatori consumano sempre meno, gli operai rimangono a casa.<\/p><p align=\"left\">Se lo scopo delle sanzioni \u00e8 colpire l\u2019economia russa, le sanzioni alla Russia<strong> sono efficaci<\/strong>, eccome, concludono alla <strong>Nalon &amp; Partners<\/strong>. Non per niente, la Russia ne chiede l\u2019attenuazione, come primo argomento in ogni trattativa.<\/p><p align=\"left\">Se le sanzioni avranno una conseguenza politica in Russia e sul suo governo, invece, \u00e8 tutt\u2019altro discorso.<\/p><div id=\"sdfootnote1\"><p align=\"left\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a><span style=\"font-size: small;\"> si \u00e8 applicata la formula <\/span>1\/(1-PMC)<\/p><\/div><div id=\"sdfootnote2\"><p align=\"left\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a><span style=\"font-size: small;\"> https:\/\/rosstat.gov.ru\/storage\/mediabank\/138_24-08-2022.html<\/span><\/p><\/div>\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo Nalon &amp; Partners, si stima in 360 miliardi di dollari gli investimenti della spesa pubblica russa dall&#8217;inizio della guerra ma il 75% dei settori industriali \u00e8 in contrazione o in crollo verticale, grazie alle sanzioni occidentali. 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